Pasta is top of the Italian "eat-parade"
La pasta continua ad essere l’alimento preferito dagli italiani i quali, anche in questo primo scorcio del 2009, si confermano i primi consumatori al mondo di spaghetti, tagliatelle e fettuccine. Malgrado la crisi economica generalizzata, il settore alimentare non sembra risentire troppo del calo dei consumi: nel primo trimestre di quest’anno, in Italia il consumo di pasta, in particolare, ha registrato infatti un + 2,4%, in linea con il trend positivo che aveva già caratterizzato il 2008. Secondo il «Rapporto sulla spesa in tempi di crisi» elaborato dal Centro Studi di Federalimentare su dati Ismea Ac Nielsen, il consumo di pasta medio di un italiano è oggi attestato a 28 chilogrammi all’anno. In nessun altro Paese al mondo, si consuma dunque così tanta pasta. Ma a testimonianza della buona tenuta del comparto alimentare in questa fase congiunturale, ci sono anche altri prodotti che nel 2009 hanno fatto registrare trend eccellenti: è il caso dei salumi e delle carni avicole che sono riusciti a guadagnare rispettivamente un incremento del +4,7% e del +2,7%, nonostante l'intero settore «carni, salumi e uova», nei primi tre mesi dell'anno, abbia subito una leggera flessione (-0,4%) nei consumi domestici. Restano buone le performance di pesce (fresco, decongelato e surgelato) e verdure già imbustate e pronte per l’uso (le cosiddette «verdure di V gamma») che non spariscono dalla busta della spesa dagli italiani, mentre a subire particolarmente la crisi è il vino da tavola, sebbene le bottiglie di migliore qualità e a Indicazione Geografica Protetta, rimangano un prodotto in crescita di consumo (+4,1%). I dati di Federalimentare mettono in rilievo comunque che le difficoltà finanziarie delle famiglie stanno incidendo in maniera sostanziale sulle abitudini alimentari: in questi tempi di crisi le scelte dei consumatori si stanno indirizzando infatti sul cosiddetto «valore aggiunto», la capacità cioè di un prodotto di abbinare qualità e servizio. E la conferma viene dall’impennata fatta registrare dai «piatti pronti», tra i quali, i primi, nel 2008, sono aumentati addirittura del 47,2% mentre i «condimenti pronti freschi» hanno registrato una performance di crescita del +7,3% e i consumi dei «condimenti pronti» sono schizzati ad un +5,1%. Se il «food confezionato» (salumi affettati, formaggi spalmabili, riso, concentrati di pomodoro) sta conoscendo una stagione d’oro nel borsino dei consumi, gli italiani, anche nell’ultimo semestre a cavallo del 2008 e del 2009, non hanno mancato di riservare molta attenzione ai cosiddetti «prodotti della salute». Tutti i cibi salutisti hanno mostrato infatti segno più nei consumi: dai prodotti senza grassi (+24,7%), a quelli senza glutine (+17,2%), dai «light» (+7,7%) a quelli di soia (+4,7%), ai probiotici (+4,3%), ipocalorici (+1,4%) fino a quelli integrali (+2,2%). In generale, negli ultimi 5 anni, il carrello della «spesa della salute», è stato quello che ha fatto registrare il maggior incremento nelle vendite della categoria: +59% secondo il Rapporto Coop 2008. I consumatori italiani infine continuano a premiare i prodotti alimentari innovativi, come i «sostituti del pane»: crackers, grissini, gallette che nei primi tre mesi del 2009, secondo l'Ismea, sono cresciuti del +1,4% confermando il trend di crescita del 2008 che aveva visto questa tipologia di prodotto aumentare del 4,6%.



