Walter Brunello
Alla presidenza di “Buonitalia Spa”, la società nata nel 2003 per la promozione, l'internazionalizzazione e la tutela dell'agroalimentare italiano, è stato voluto direttamente dal Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Luca Zaia. Un riconoscimento prestigioso per l’eccellente lavoro svolto già negli anni passati come responsabile della Direzione per la Promozione Integrata della Regione Veneto.Un cursus honorum di tutto rispetto quello di Walter Brunello, che proprio di recente è stato insignito anche del premio Memorial Martinelli 2009, per l’impegno che sta profondendo oggi, alla presidenza di Buonitalia e in collaborazione con i vertici ministeriali, nella promozione, la difesa e la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del Made in Italy.
Presidente, cosa rappresenta Buonitalia Spa?
“Buonitalia rappresenta uno strumento indispensabile per l’agroalimentare italiano, caratterizzato da semplicità, buona organizzazione ed ottimizzazione delle risorse. Siamo attenti ad ascoltare la base del mercato, e cioè il mondo dei produttori e dei consorzi, impegnandoci a direzionare le loro strategie commerciali in modo tale da poter risultare utili all’economia complessiva del nostro Paese. È importante ricordare che per essere efficaci dobbiamo agire per priorità ed evitare interventi a pioggia, per questo le nostre intenzioni, sempre seguendo le linee strategiche indicateci dal Mipaaf, sono quelle di dare vita a progetti specifici che possano essere ripetuti nel tempo sui diversi mercati obiettivo. Vogliamo che Buonitalia sia riconosciuta come il punto di riferimento per quanto riguarda tutte le attività relative all’internazionalizzazione del settore agroalimentare e vitivinicolo italiano affinché vi sia una reale condivisione della strategia e gli operatori stranieri interessati al made in Italy non si trovino più di fronte ad una miriade di proposte individuali che, non di rado, si sono sovrapposte”.
Come pensate di agire?
“Dobbiamo essere sempre più in grado di promuovere il made in Italy agroalimentare e vitivinicolo nel mondo trasmettendo ai buyer e ai consumatori stranieri il vero valore delle nostre produzioni e quindi essere al fianco dei Consorzi e delle aziende, in particolar modo a quelle medie e piccole che maggiormente compongono il nostro panorama produttivo, in ogni passo del processo di internazionalizzazione e dunque nella penetrazione dei mercati. Soprattutto dobbiamo ricordarci di non abbandonare i nostri prodotti una volta arrivati sui mercati esteri, ma dobbiamo fare in modo che vengano posizionati correttamente sugli scaffali stranieri, evitando una commistione con i prodotti Italian sounding”.
L’Italia è il primo paese al mondo in termini produttivi in materia di vino. Cosa pensate di fare nello specifico per questo settore?
“Per chi come Buonitalia intende portare sugli scaffali e quindi sulle tavole dei consumatori stranieri la maggior quantità possibile del panorama produttivo agroalimentare e vitivinicolo italiano, il nostro vino è certamente un prodotto “testa d’ariete” per la penetrazione dei mercati esteri. Grazie alla varietà che caratterizza la produzione enologica italiana abbiamo un vantaggio rispetto ai nostri competitor che è quello di poter proporre abbinamenti dei nostri vini con tutti i piatti delle diverse tradizioni culinarie, per puntare poi ad una connubio con le cucine straniere attraverso per esempio l’inserimento dell’olio e dei formaggi”.
Food&wine, cultura, turismo e territorio è certamente vincente in termini promozionali…
“Buonitalia Spa propone sempre un approccio sinergico tra cibo e vino: entrambi indubbia espressione della nostra cultura e dei nostri diversi territori e, come tali, completamento uno dell’altro. Pur mantenendo le diversità strategiche che questi richiedono, il principio alla base delle nostre attività è quello di promuovere ed esportare nel mondo un panorama produttivo completo di eccellenze dove l’integrazione tra cibo e vino caratterizza in modo unico la nostra tradizione culinaria. Il vino è in grado di esaltare il gusto di un prodotto alimentare e viceversa. Un elemento di reciprocità che può e deve esistere anche in materia di strategia promozionale. Il vino gioca, infatti, il ruolo di prodotto apripista in determinati mercati, soprattutto in quelli in cui la cultura culinaria ha radici profonde come la Cina o il Giappone. Ma nello stesso tempo, laddove i nostri prodotti alimentari sono ben conosciuti e apprezzati, l’abbinamento con un vino fa sì che questo ne tragga maggiori benefici”.


